La storia del Caffè Municipio

locale storico pordenone

Già Caffè Vaticano, forse proprio nel 1870, dopo la storica "breccia di Porta pia" in conseguenza della quale si espropriarono i beni della chiesa, si adotta il più diplomatico nome di "caffè municipio", tuttora a noi così familiare. La secolare vocazione che ne contraddistigue la sede in via corso Vittorio Emanuele, già nel XVIII secolo punto di riferimento per la vita sociale della comunità, fa si questo locale il simbolo stesso della storia e dell'evoluzione della città di Pordenone, che negli ultimi anni settanta coincide con la storia della famiglia Redico che rileva la gestione del caffè Municipio nel 1931 e di cui Bruno, figura emblematica per ogni pordenonese doc, è ancora oggi esponente attivo.

Dopo il bombardamento del 1944 che, nonostante i danni indigenti provocati ai locali, non riesce a far cessare l'attività del caffè, la famiglia Redivo alloggia provissoriamente nel vicino campanile, nella speranza forse, che chi non ha rispettato i simboli pagani della città, possa rispettarne almeno quelli sacri. Ma alle cinque del mattino il Caffè Municipio è aperto, con le sue ferite recenti, ma sempre pronto ad accogliere la vita sociale di una città che ancora non conosce il suo futuro di sviluppo.

Ritrovo per tutte le classi sociali pordenonesi, le ore che passano lente nella giornata alternano contadini a mercanti, borghesi a nobili, semplici appassionati dell' "ombra" ...

Nel 1945 il giovane Bruno, entra attivamente a fianco del padre e della sorella nella gestione del locale, dando inizio ad una tradizione che ancora ogi, a distanza di più di cinquant'anni, segna il quotidiano evolversi della vita del centro di Pordenone.

 

Centino: aperitivo al caffè municipio dal 1950

aperitivo caffè

Siamo nel 1045 quando il giovane Bruno si affianca al padre e alla sorella nella gestione del caffè municipio, dando origine ad una tradizione che ancora oggi accompagna il quotidiano evolversi della vita nel centro di Pordenone.

Negli anni 50, anni della ricostruzione e delle nuove aspettative, dei termosifoni che mandano in pensione le tre stufe che insieme alle numerose "ombre" avevano fino ad allora scaldato le fredde nottate invernali, nasce quasi come simbolo di una modernità che si spera coincida con un pò di benessere e serenità, l'aperitivo del caffè municipio: inizialmente chiamato "cinquantino" perchè costava cinquanta lire come un "ombra" di vino e proposto in alternativa ad essa, successivi aumenti lo porteranno nel 1969 a chiamarsi "centino", sinonimo stesso di "aperitivo" per i pordenonesi.

Ricetta segreta passata di consegna da Bruno al giovane Alessandro Lisotti, al quale auguriamo un'altrettanta lunga e gloriosa carriera dientro al banco più prestigioso di Pordenone

 

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